C’è della stampa internazionale che racconta le tensioni sociali in Francia fino a sconsigliare i viaggi. Un narrazione che mettendo al primo posto la sicurezza dei viaggiatori, impatta però sull’economia del turismo. Ma l’Italia è ancora salva?
“Rivolte in Francia. Forse dovresti cancellare il tuo volo?” così titola il noto quotidiano americano USA Today, in un articolo del 19 ottobre scorso. E affronta direttamente la questione, su quanto sia ancora sicuro visitare la Francia, oggi, con i disordini a Parigi e Marsiglia. Quali sono le conseguenze di questa narrazione, e quanto sono al sicuro gli operatori turistici che operano sull’Italia da informazioni – seppur accurate – di questo genere. Ma soprattutto quanto gravemente un periodo di rivolte può impattare l’andamento degli affari di tour operator, operatori e indotto? Stando ai dati dell’istituto nazionale di statistica francese INSEE, nel dicembre 2018, durante le manifestazioni dei gilet gialli, i pernottamenti negli alberghi parigini diminuirono del 5,3% rispetto all’anno precedente. Ma più consistenti lo sono state le ripercussioni delle proteste contro la riforma delle pensioni nel 2023: secondo un’indagine del Groupement des Hôtelleries et Restaurations, gli alberghi parigini registrarono addirittura il 15% di cancellazioni dei soggiorni. Anche l’Italia è entrata nella cronaca internazionale delle proteste europee di questi giorni, ma ancora non ci risulta che qualche testata abbia invitato a considerare l’idea di cancellare il proprio volo sul Belpaese. Vale però la pena riflettere, perché l’operatore turistico, attraverso le proprie rappresentanze, può fare leva sulle decisioni interne di chi deve trovare risposte alle richieste dei manifestanti. A Milano cinque giorni di attività alberghiera valgono circa 23 milioni di euro di ricavi, ipotizzando un 10% di cancellazioni, le proteste significherebbero perdite per oltre 2,27 milioni.
Andrea G. Cammarata