Un festival spiegato che ci parla di turismo relazionale e di come un turista può scegliere di visitare un luogo non necessariamente per la bellezza dei suoi monumenti, ma per i valori o principi che quel luogo ha scelto di sostenere
Pensare all’esperienza di viaggio attraverso un festival culturale, facendo valere le proprie idee e valori, supportando una tematica a noi cara o cara ai nostri cari. L’esempio di cui parliamo è l’Alzheimer Fest che, come altri festival della salute, risponde a quel tipo di domande che tal volta ci crescono dentro, in coscienza, e che fanno sì che una nuova idea di vacanza si sostituisca alla vacanza classica. Insomma, una vacanza, o un weekend, meno materialistico e più altruistico.
Alzheimer Fest si presenta come una festa itinerante che mette al centro le persone, unendole attraverso arte, cibo e convivialità, con numerose tipologie di attività ed esperienze, dove al centro, naturalmente, c’è una malattia grave, o la prevenzione della malattia stessa, che riguarda almeno 600mila persone in Italia, secondo i dati del Ministero della Salute.
Alzheimer Fest trova vita nel 2017 grazie all’associazione non profit Alzheimer Fest APS, a Milano. L’idea parte dal presupposto che l’Alzheimer non esaurisce la persona e che la demenza non cancella la possibilità di stringere nuove relazioni, svagarsi e sentirsi parte di un gruppo.
L’approccio rende il Festival interessante anche dal punto di vista del turismo esperienziale, grazie ad alcune particolarità. Innanzitutto, preferisce svolgersi in strada e, rispetto a un evento unico magari in un palacongressi, si snoda al contrario in un viaggio a tappe, offrendo l’opportunità di scoprire il territorio attraverso diversi itinerari.
I festival diffusi si rivelano poi utili, non solo per raccontare i territori e le comunità che li abitano mettendoli in luce attraverso le loro peculiarità e sfaccettature grazie alle tappe, ma rappresentano anche un modo di fare turismo che differisce dal modello classico e che non pensa più soltanto all’attrazione turistica, ma predilige la promozione di valori cari al turista stesso.
Insomma, il turista visita sì il luogo, ma tramite il festival diffuso scopre l’opportunità di mettersi in relazione con quel luogo attraverso la tipologia di valori che quel luogo ha scelto di approvare. Oltre all’esperienza di viaggio c’è, dunque, l’opportunità di vivere un’esperienza partecipativa, attraverso un turismo di relazione, dove l’incontro di una nuova persona rimane quel ricordo “umano” che si sostituisce al souvenir di plastica. Consentire quindi un legame autentico con il territorio, dove il turista sceglie di apprezzarne le idee oltre che la bellezza dei monumenti.
Dalla malattia alla persona
Per chi lo ha vissuto, l’Alzheimer Festival è un evento aperto a tutti, che prende le distanze da altri eventi del genere, magari unicamente volti alla divulgazione di una mera comunicazione sanitaria.
L’evento coinvolge non solo le persone affette da Alzheimer e altre forme di demenza, ma anche i familiari, gli operatori e i medici, gli artisti e i semplici passanti, con musica, teatro, cinema, ma anche attività fisica, arte e momenti conviviali.
Per farsi un’idea concreta di come si definiscano sul proprio sito gli organizzatori del Festival, la leggiamo: «Alzheimer Fest, come l’Oktober Fest di Monaco di Baviera: forse con meno birra ma con più abbracci, cibi gustosi, buona musica, artisti, scrittori, familiari, operatori amorevoli, medici senza camici, sani e meno sani, esperti senza PowerPoint».
Le 26 tappe del Festival quest’anno si articolano in diverse località italiane. L’elenco è lungo. Il 3 settembre l’Alzheimer Fest ha fatto tappa a Cesenatico; il 5 settembre a Sassoferrato e Gavirate, mentre il 6 settembre a Gavirate e Castel Giorgio. Il 12 settembre è stata la volta di San Donà di Piave, seguita il 13 settembre da Padova e Brescia. Il 19 settembre si è proseguito verso Ferrara e Melegnano, mentre il 20 settembre, Monza. Il 22 settembre l’iniziativa è arrivata a Montopoli. Il 26 settembre si è svolta a Milano e Pinzolo, e il 27 settembre a San Fermo della Battaglia e Sassoferrato. Nel mese di ottobre, il calendario è proseguito il 3 ottobre a Cremona, il 4 ottobre a Carate Brianza, il 9 ottobre a Palermo, il 10 ottobre ad Agrigento, il 12 ottobre a Ragusa, il 13 ottobre ad Avola, il 15 ottobre a Nicosia, il 16 ottobre a Catania e, infine, il 17 ottobre a Messina.
Nel corso delle edizioni passate, numerosi artisti e fotografi hanno contribuito tramite donazioni ed opere al Festival. Parliamo dell’opera di Maurizio Cattelan e di Ferdinando Scianna, che ha donato alcune fotografie per l’edizione 2018. Offerta, in passato, anche un’immagine della fotografa iraniana Shirin Neshat poi utilizzata come manifesto della seconda edizione.


