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Enti del Turismo, Regioni e Destinazioni

Ripensare la via Francigena in modo esperienziale con i microgrant europei

La Via Francigena attrae microfinanziamenti dalla Ue per il turismo di chi viaggia a piedi pensando alla transizione green e all’innovazione digitale


Ben 200mila euro assegnati in totale a otto differenti progetti, implementati sulla Via Francigena grazie al programma europeo Detour che sostiene lo sviluppo del turismo lento e responsabile. Ciascuna proposta vagliata, ha ottenuto piccoli prestiti per 25mila euro. I fondi sono assegnati nel quadro del progetto menzionato, che ha come obiettivo lo sviluppo di ecosistemi turistici lungo gli itinerari del Mediterraneo. Sullo sfondo coesistono connessioni più forti tra il turismo, le comunità locali e i territori attraversati dai percorsi coinvolti.

A coordinare Detour, il Comune di Fidenza, dove ha sede anche l’Associazione Europea delle Vie Francigene. Detour, dicevamo, nasce su impulso dell’Unione Europea nell’ambito del Single Market Programme, ed è dotato di un budget complessivo di due milioni di euro per il triennio 2024-2027.  

Attraverso avviso pubblico, il progetto supporta finanziariamente piccoli e medi operatori turistici anche in altri tre cammini europei oltre a quello della Via Francigena: la Via Licia in Turchia, il Sentiero del Sultano in Bulgaria e una rete di itinerari montani in Grecia.

Tutti gli obiettivi progettuali sono legati da un filo rosso comune che mira a rinsaldare la competitività delle piccole e medie imprese attraverso transizione green, innovazione digitale e sviluppo di servizi inediti per i camminatori.

I finanziamenti vengono erogati a seguito di formazioni e affiancamenti a cura di Detour.  I gruppi selezionati – si legge nel sito ufficiale dell’iniziativa – faranno fronte a una serie di sfide da inserire nel progetto di business. Parliamo di accessibilità, coinvolgimento della comunità, ma anche ospitalità flessibile, turismo rigenerativo, esperienze enogastronomiche e valorizzazione del territorio.

Tra le iniziative selezionate ci sono: “Un Dedalo di Storie”, in Lombardia; “Food for Wellbeing Routes” (Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Toscana); “17 TrasformAZIONI” in Emilia-Romagna; “Cambio Passo”, tra Liguria e Toscana; “Francigena Living Network”, in Toscana; “Therm&Trek e Oltre lo sguardo, dentro il cammino”, nel Lazio; e “Francigena Women – La Via delle Amazzoni”, sempre nel Lazio.

Otto i mesi di tempo che gli interessati avranno per far fronte alle sfide citate lavorando inoltre su cicloturismo e inclusione. Fra le idee vincitrici compaiono gli “orti a staffetta” e tour in grado di rianimare i tratti del cammino più deboli e meno frequentati, per poi spaziare sui servizi di trasporto bagagli e lo storytelling con podcast.

Insomma, un grande «campo di prova», quello della Via Francigena, con cui Detour cerca di contribuire ai lavori in corso che contemplano un’alternativa seria a un modello economico-turistico, ormai superato, che genera solo overtourism.

La Francigena, quindi, non solo meta ma anche esperienza da vivere. Un cammino dove ospitalità, prodotti tipici, territorio e benessere psicofisico, diventano un servizio unico da offrire al visitatore. E un’idea di turismo Made in Italy che, oltre alle grandi città d’arte, pensa a percorsi più o meno sottovaluti dove il Belpaese esperienziale si reinventa.

Detour è già stato proposto come modello di “good practice e cooperazione tra itinerari” in occasione del 14esimo Forum del Consiglio d’Europa. I progetti vincitori sono stati presentati il 9 settembre scorso a Firenze, nella sede della Regione Toscana.

Andrea G. Cammarata

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